Su Prime Video una brillante action comedy con Octavia Spencer e Hannah Waddingham che mette al centro l’amicizia femminile

L’industria televisiva ha un vizio difficile da perdere. Se un uomo supera i cinquant’anni, diventa automaticamente più interessante: è l’agente esperto, il detective tormentato, la spia che conosce il mondo meglio di chiunque altro. Se li supera una donna, invece, spesso finisce a interpretare la madre del protagonista, la direttrice rompipalle o la vicina di casa che dispensa consigli.

Corri o muori, nuova serie di Prime Video, parte da qui. E lo fa con una scelta di casting che vale quasi quanto la storia stessa: Octavia Spencer e Hannah Waddingham.

La premessa è volutamente sopra le righe. Debbie conduce una vita tranquilla fino al giorno in cui scopre che la sua migliore amica Judith nasconde un’identità che non avrebbe mai immaginato. Da quel momento le due si ritrovano coinvolte in una fuga continua tra criminali, inseguimenti e situazioni sempre più assurde, costrette a fidarsi l’una dell’altra mentre il pericolo aumenta episodio dopo episodio.

Raccontata così sembra l’ennesima action comedy costruita su un equivoco. In parte lo è. La serie non inventa un nuovo genere e molte dinamiche ricordano film che abbiamo già visto decine di volte. La differenza è che qui il motore non sono gli inseguimenti.

È il rapporto tra le due protagoniste.

Octavia Spencer interpreta una donna comune che reagisce all’assurdo con incredulità, paura e ironia. Hannah Waddingham, invece, si diverte a giocare con il proprio carisma, alternando eleganza, sarcasmo e una fisicità che rende credibili anche le sequenze più movimentate. Insieme trovano un equilibrio naturale: si punzecchiano, litigano, si proteggono e costruiscono un’intesa che finisce per essere molto più interessante della missione che le costringe a scappare.

La serie capisce una cosa che molte produzioni continuano a ignorare: l’età non è un ostacolo al divertimento. Anzi. Gran parte delle battute funziona proprio perché nasce dall’esperienza e dalla complicità.

Naturalmente Corri o muori non è perfetta.

La sceneggiatura, soprattutto nella parte centrale, si affida spesso a coincidenze e svolte abbastanza prevedibili. Alcuni personaggi secondari entrano ed escono dalla storia senza lasciare un’impronta particolare e l’intreccio criminale serve soprattutto come pretesto per spostare continuamente le protagoniste da una situazione all’altra. Se si cerca un thriller costruito al millimetro, probabilmente si rimarrà delusi.

Ma forse sarebbe anche la domanda sbagliata.

Corri o muori non vuole essere il nuovo punto di riferimento dell’action televisivo. Vuole intrattenere, far sorridere e dimostrare che due attrici straordinarie possono reggere una serie di questo tipo senza bisogno di trasformarsi nelle versioni femminili di Jason Bourne.

Ed è proprio qui che convince di più.

Negli ultimi anni si è parlato spesso di rappresentazione femminile in televisione, ma quasi sempre limitandosi all’età delle protagoniste o alla presenza di personaggi “forti”. Corri o muori sceglie una strada meno teorica e più efficace: prende due donne adulte, le mette al centro di un’action comedy e si comporta come se fosse la cosa più normale del mondo.

In fondo, è questo l’aspetto più moderno della serie. Non il ritmo, non gli inseguimenti e nemmeno le sparatorie.

Il fatto che non senta il bisogno di giustificare le sue protagoniste.

di SerialFu

Tempo di lettura: 1,5 minuti

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