La leggenda di un’isola maledetta in un horror insolito e divertente

Pubblicato su “La Nuova Ferrara” 25 Giugno 2026

Widow’s Bay, la nuova serie creata da Kate Dippold (Parks and Recreation) e disponibile su Apple TV con tutti gli episodi della prima stagione e una seconda già confermata, è una serie difficile da classificare. Mescola la struttura del mistery, l’atmosfera dell’horror e una vena umoristica che attraversa tutti i dieci episodi . Tutto ruota attorno a una piccola e remota isola del New England, affascinante, ma ostile. Il sindaco Tom Loftis, interpretato da Matthew Rhys, vuole trasformarla in una risorsa al pari di Martha’s Vineyard.

Per gli abitanti, invece, ogni cambiamento conferma una convinzione radicata: l’isola è maledetta. La tensione nasce proprio su questo scontro razionalità e superstizione, tra il desiderio di riscrivere l’identità di un luogo e la paura che certi territori restino prigionieri della propria storia.

La dimensione insulare diventa così parte del racconto: il mare come confine, isolamento, ostacolo. Widow’s Bay appare bella abbastanza da attirare visitatori, ma chiusa abbastanza da respingerli.

La serie si muove su un equilibrio instabile: costruire un horror autenticamente inquietante senza rinunciare a momenti di ironia spesso spiazzanti. L’umorismo non alleggerisce la tensione, ma la accompagna, insinuandosi nei dialoghi e nei personaggi e rendendo tutto più imprevedibile.

Gli abitanti dell’isola appaiono diffidenti, superstiziosi, a tratti grotteschi, ma la loro paura non viene mai ridotta a semplice folklore. Più Loftis cerca di imporre una lettura razionale degli eventi, più la “maledizione” assume i contorni di una memoria collettiva, qualcosa che precede il presente e continua a riemergere.

Matthew Rhys, dopo The Americans, interpreta un uomo che non ha il profilo dell’eroe, ma l’ostinazione di chi vuole trovare una spiegazione anche quando tutto suggerisce il contrario. È un sindaco in cerca di legittimazione, un padre che immagina un futuro diverso per il figlio, ma anche qualcuno che crede di poter governare ciò che forse non è governabile.

È qui che Widow’s Bay trova la sua identità: un equilibrio fragile tra horror e ironia, tra paura e quotidianità. I personaggi restano concreti anche quando la realtà si incrina, e proprio per questo l’assurdo non attenua l’orrore: lo rende più difficile da interpretare. Merita attenzione perché riesce a essere inquietante e divertente senza perdere mai coerenza, raccontando una comunità prigioniera delle proprie paure e del proprio passato.

di SerialFu