Pubblicato su “La Nuova Ferrara” 16 Aprile 2026

“The Testaments” torna a raccontare Gilead, lo Stato autoritario nato dalla penna di Margaret Atwood e trasposto televisivamente nella serie “The handmaid’s tale”. Nata sulle macerie degli Stati Uniti, Gilead è una società dove le donne hanno perso ogni diritto: non possono lavorare, non possono studiare, non possono decidere della propria vita. In un mondo distopico segnato da un drastico calo della fertilità, il regime ha creato le Ancelle: donne rapite dalle loro famiglie e costrette ad avere figli per i comandanti, le élite al potere.

La serie, disponibile su Disney+ con i primi quattro episodi, è ambientata alcuni anni dopo “The Handmaid’s Tale” e mostra come questo sistema continui a plasmare le nuove generazioni.

Qui però il punto di vista cambia. Non più quello delle Ancelle, ma quello delle giovani ragazze cresciute a Gilead ed educate fin da bambine a diventare mogli docili e devote dei comandanti, ragazze che non hanno mai conosciuto il mondo di prima e considerano questo sistema la normalità.

In questo contesto anche le cose più semplici diventano strumenti di controllo. L’abbigliamento, il linguaggio, perfino il modo di stare insieme agli altri segue regole precise. Crescere significa imparare a non esporsi, a non fare domande, ad accettare come naturale un destino deciso da altri.

Dal punto di vista visivo, la serie mantiene l’impronta riconoscibile dell’universo narrativo creato da Margaret Atwood. Se “The Handmaid’s Tale” era dominato da immagini cupe costruite sui contrasti tra rosso, verde e nero, “The Testaments” introduce una fotografia più luminosa, almeno in apparenza. Una luce che non rassicura, ma mostra quanto quell’ordine sia ormai interiorizzato da chi ci vive.

Alla produzione partecipa ancora Elisabeth Moss, segno di una continuità creativa che collega il nuovo racconto alla serie originale. Il risultato, almeno nei primi episodi, è una storia che amplia questo universo osservandolo dal punto di vista di chi non ha memoria della libertà.

“The Testaments” racconta il momento in cui il potere diventa quotidiano. Ed è proprio questa normalità forzata a rendere la serie disturbante: perché mostra quanto sia facile abituarsi anche a ciò che non dovrebbe mai esserlo.

di SerialFu