
Quando ho iniziato The Hawk, la prima cosa che ho pensato è stata: “Vediamo se Netflix riesce a fare meglio di Stick“. La risposta, almeno per me, è no.
Will Ferrell interpreta Lonnie “The Hawk” Hawkins, una leggenda del golf che rifiuta di accettare che il suo momento sia passato e tenta un’ultima, improbabile rincorsa verso la gloria. È un personaggio perfetto per lui: egocentrico, testardo, sopra le righe e incapace di capire quando sia il momento di fermarsi.
Il problema è che la serie sembra affidarsi quasi esclusivamente al carisma del suo protagonista. La storia procede senza grandi sorprese e molte gag mi hanno dato la sensazione di appartenere a una comicità che funzionava benissimo vent’anni fa, ma che oggi fatica a colpire allo stesso modo.
Eppure non riesco a bocciarla del tutto. Will Ferrell ha una presenza scenica che continua a essere irresistibile e ci sono momenti in cui il suo modo di interpretare Lonnie riesce ancora a strappare un sorriso. Semplicemente, da un progetto del genere mi aspettavo molto di più.
Forse è anche colpa di Stick. La serie con Owen Wilson mi aveva conquistata grazie a personaggi più credibili e a un equilibrio migliore tra ironia ed emozione. The Hawk prova a percorrere una strada simile, ma resta spesso in superficie.
Se amate Will Ferrell, probabilmente passerete comunque qualche ora piacevole. Se invece cercate una commedia sportiva davvero riuscita, questa volta il colpo finisce più vicino alla sabbia che alla buca.
Voto SerialFu: 6/10
di SerialFu
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