Pubblicato su “La Nuova Ferrara” 28 maggio 2026

The Boroughs è la nuova serie Netflix prodotta dai fratelli Duffer, i creatori di Stranger Things. Ideata da Jeffrey Addiss e Will Matthews è ambientata in una comunità per anziani nel deserto del New Mexico.
Niente adolescenti in bicicletta, niente scuola, niente walkie-talkie. Qui ci sono golf cart, villette ordinate, giornate scandite da abitudini tranquille e un gruppo di anziani convinto di essersi lasciato alle spalle le grandi avventure. Illusi, tenerissimi. Nei racconti dei Duffer, quando un luogo sembra troppo quieto, è probabile che stia solo aspettando il momento giusto per trasformarsi in un incubo.
Al centro della storia c’è Sam Cooper, interpretato da Alfred Molina, che arriva a The Boroughs dopo la morte della moglie. Intorno a lui un cast importante: Geena Davis, Alfre Woodard, Bill Pullman, Clarke Peters e Denis O’Hare. La scelta degli interpreti è una delle cose più interessanti della serie, perché sposta il genere fantastico lontano da ragazzi pronti a correre nei boschi con la torcia in mano. Qui si corre meno, comprensibilmente. E forse proprio questa diversa andatura rende il mistero più curioso e meno prevedibile.
La minaccia che arriva nella comunità ha a che fare con il tempo. Non solo buchi temporali o anomalie fantascientifiche, ma con il tempo che resta quando gran parte della vita è già trascorsa. Questo cambia tutto: un horror visto attraverso gli occhi di personaggi anziani ha un peso diverso rispetto a quello con adolescenti che hanno tutta la vita davanti.
The Boroughs usa il mistero e la fantascienza per raccontare la terza età senza appiattirla in quiete, nostalgia o frase saggia detta guardando il tramonto. I suoi protagonisti hanno paure, desideri, ironia, ostinazione e un passato importante che li accompagna.
I golf cart fanno sorridere, certo. Sembrano la versione pensionistica delle bici di Hawkins. Ma dietro quell’immagine quasi comica c’è un’idea potente: l’avventura non è appannaggio di chi è giovane. Può arrivare in qualsiasi momento dell’esistenza, riformulando le aspettative e dimostrando che la vita può ancora sorprendere.
The Boroughs parte da un immaginario familiare per chi conosce i Duffer: una comunità chiusa, segnali strani, un gruppo che si unisce, qualcosa di oscuro che entra nella routine quotidiana. La differenza è nello sguardo. Qui il mostro spaventa anche perché solleva una domanda semplice e scomoda: quanto vale il tempo quando non lo si può più dare per scontato?
di SerialFu
