Pubblicato su “La Nuova Ferrara” 13 Novembre 2025

Vince Gilligan torna ad Albuquerque per costruire un paradiso che fa paura (anche senza metanfetamina)

Dopo aver “cucinato” il male per dieci anni, Vince Gilligan ha deciso di provare con il bene.

Con Pluribus, la nuova serie Apple TV+, l’uomo che ha reso Albuquerque sinonimo di disastro morale, cambia formula: niente laboratori, niente cartelli, solo un nuovo esperimento umano. Quello della felicità obbligatoria.

Al momento sono usciti solo due episodi — i prossimi arriveranno ogni venerdì — ma bastano per intuire la direzione. Tutto comincia con un segnale extraterrestre captato da un radiotelescopio. Un gruppo di scienziati sintetizza una molecola che imita la frequenza del segnale, convinti di aver trovato la chiave per rendere l’umanità migliore. In pratica, contagia la specie umana con una gioia permanente. Una pace universale chimicamente perfetta, così totale da sembrare un bug dell’evoluzione.

Pluribus sembra la pubblicità di un antidepressivo diventata serie TV: tutti sorridono, tutti si amano, tutti dormono bene. Tutti, tranne Carol Sturka (Rhea Seehorn, sempre impeccabile), l’unica che resiste alla gioia collettiva, come se avesse intuito che dietro troppa serenità si nasconde sempre un disastro imminente. In un mondo guarito da ogni dolore, la sua lucidità diventa un problema da risolvere, una crepa nell’ordine perfetto.

Gilligan trasforma l’utopia in un esperimento di laboratorio: prende la felicità, la sterilizza e la somministra in dosi controllate. Dove Breaking Bad raccontava un uomo che scopriva il male dentro di sé, Pluribus mostra un mondo che ha deciso di cancellarlo da tutti , con effetti collaterali ancora da valutare.

Il tono è freddo, perfetto, quasi anestetizzato. Le inquadrature sembrano sorridere più dei personaggi. È la serenità di chi ha smesso di farsi domande, e infatti nessuno ne fa. La sola infelice resta Carol, una scrittrice cinica che osserva il paradiso e si chiede perché somigli così tanto a un reparto di terapia intensiva.

Gilligan, da bravo chimico della narrativa, sostituisce la suspense con la serenità, e ottiene lo stesso risultato: inquietudine pura. La sua domanda resta la stessa di sempre – quanto costa essere liberi? – ma in Pluribus la libertà sembra appartenere solo a chi ha il coraggio di restare imperfetto.

di SerialFu

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