Pubblicato su “La Nuova Ferrara” 21 maggio 2026

Una gravidanza inattesa, un figlio da crescere, un affitto da pagare.

“Margo ha problemi di soldi” parte da una situazione concreta, brutale nella sua semplicità: Margo Millet, interpretata da Elle Fanning, resta incinta del suo professore sposato e decide di tenere il bambino. Da quel momento la sua vita cambia direzione e diventa una corsa a ostacoli fatta di bollette, giudizi e scelte difficili.

Creata da David E. Kelley e tratta dal romanzo di Rufi Thorpe, la serie evita la trappola del racconto edificante. Margo non è la giovane madre eroica e perfetta, né la vittima costruita per commuovere. È impulsiva, spaventata, inesperta, spesso irritante e proprio per questo credibile. Elle Fanning la interpreta con una combinazione riuscita di vulnerabilità, ironia e ostinazione: Margo ha paura, sbaglia, si contraddice, ma continua ad andare avanti perché la realtà non le concede pause. L’affitto, purtroppo, non aspetta.

La svolta arriva quando Margo decide di usare la sua immaginazione da scrittrice creativa per aprire un profilo su OnlyFans, inventando un personaggio alieno: una maschera eccentrica con cui trasformare la propria presenza in racconto. La serie non presenta questa scelta come semplice provocazione, ma come conseguenza di una necessità economica. Internet diventa così un’arma a doppio taglio: le offre guadagno e indipendenza, ma la espone allo sguardo degli altri, alla vergogna pubblica, al rischio che la reputazione diventi una condanna.

Accanto a lei, Michelle Pfeiffer interpreta Shyanne, la madre di Margo, ex cameriera di Hooters: una donna che conosce bene il peso del giudizio e prova ad aiutare la figlia con strumenti imperfetti, ma non privi d’amore. Nick Offerman è invece Jinx, il padre assente, ex wrestler professionista. Il personaggio introduce una nota più eccentrica, ma anche una delle metafore più interessanti della serie: il wrestling come arte della costruzione di sé, come finzione dichiarata che può diventare una forma di sopravvivenza.

“Margo ha problemi di soldi” funziona perché prende sul serio la precarietà. Il denaro non è un dettaglio narrativo, né un semplice ostacolo da superare prima del lieto fine: è la forza che orienta ogni scelta, ogni compromesso, ogni margine di libertà. La serie racconta un presente in cui la visibilità può diventare lavoro, il lavoro stigma e lo stigma una gabbia. E lo fa senza moralismi, lasciando che Margo resti complessa, scomoda, viva. Buone notizie: è stata rinnovata per una seconda stagione.

di SerialFu