Pubblicato su “La Nuova Ferrara” 5 Marzo 2026

Con cinque episodi già disponibili e uno in arrivo domani su Disney+, Love Story riporta al centro una delle vicende sentimentali più iconiche e tragiche del Novecento americano, quella tra John Kennedy Jr. e Carolyn Bessette, raccontandola attraverso l’immagine pubblica che l’ha accompagnata fin dall’inizio. Prodotta da Ryan Murphy, la serie ricostruisce la storia senza perdere di vista il ruolo dei media, che hanno contribuito a trasformare quell’amore in un simbolo collettivo.

La serie ricostruisce gli anni Novanta con un’attenzione maniacale ai dettagli. L’universo visivo restituisce un decennio in cui moda, fotografia e cultura pop definivano identità e status. Gli interni minimalisti, le linee essenziali, l’eleganza di Carolyn e il carisma disinvolto di John creano un’immagine coerente, che evoca l’epoca senza cadere nella nostalgia patinata.

I brani simbolo degli anni Novanta, tra cui “Come Undone” dei Duran Duran, riattivano una memoria collettiva e favoriscono l’immedesimazione, inserendo le immagini in un tempo riconoscibile.

Quanto al casting, la scelta degli interpreti punta sulla somiglianza fino quasi all’ossessione. I volti richiamano le fotografie d’archivio, replicano posture e sguardi. La presenza del supermodello Michael Bergin e il riferimento all’universo di Calvin Klein ampliano il quadro culturale e restituiscono il peso mediatico che circondava la coppia.

Accanto ai protagonisti emergono le figure familiari. Jacqueline Kennedy è ritratta come una donna consapevole del proprio ruolo pubblico, forte e fragile insieme, mentre Caroline mostra già la compostezza istituzionale che ne segnerà il percorso.

Ryan Murphy ha uno stile che non ama la sottrazione: insiste, amplifica, costruisce il sentimento come spettacolo. Ma qui quella scelta non stona, perché la materia stessa è fatta di esposizione pubblica. I Kennedy sono stati prima immagine che biografia, racconto collettivo prima ancora che storia privata.

“Love Story” insiste proprio su questo punto. Quando un legame vive sotto uno sguardo continuo, smette di essere soltanto intimità. Diventa simbolo. Diventa mito. E nella storia dei Kennedy il mito ha quasi sempre avuto un costo alto. Le loro vicende familiari sono costellate di perdite improvvise, di vite consumate sotto i riflettori. Forse è anche questo che rende la loro vicenda così difficile da guardare: si conosce già il finale, eppure si continua a sperare che possa andare diversamente.

Foto di Floryda Memory

di SerialFu

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