Pubblicato su “La Nuova Ferrara” 8 Gennaio 2026

Nel panorama delle serie recenti da recuperare Killing Eve, su Netflix, si distingue per aver ridefinito e dato nuova forma alla tensione tra investigatrice e assassina, spostando il centro della storia dal crimine alla relazione tra le due.
La storia è ambientata a Londra, dove Eve Polastri lavora per i servizi segreti conducendo una vita monotona, finché un caso di omicidio internazionale la mette sulle tracce di Villanelle, una killer atipica che trasforma ogni omicidio in un gesto studiato, quasi teatrale.
Villanelle non è soltanto una killer straordinariamente abile: vive l’omicidio come se fosse un mestiere creativo, un territorio in cui esprimere capricci, vanità e un gusto melodrammatico fuori scala. È sicura, imprevedibile, talvolta infantile, talvolta lucidissima e capace di passare dal sorriso alla minaccia senza sfumature intermedie.
Colpisce ovunque e in qualunque modo, cambiando identità, lingue e abitudini con una naturalezza disarmante. Pianifica, improvvisa, si diverte: per questo è impossibile anticipare le sue mosse. Ogni incarico diventa un’esibizione personale, e chi prova a fermarla si ritrova sempre un passo indietro, compresa Eve.
La prima stagione porta la firma di Phoebe Waller-Bridge, creatrice e protagonista di Fleabag, che con dialoghi rapidi, ritmo serrato e humour nero dà una connotazione ironica e tagliente alla serie. Non c’è compiacimento nella violenza, né la ricerca dell’effetto. La serie si muove in uno spazio dove tensione e comicità convivono senza stonare, con un’impronta caustica che resta una sua firma inconfondibile.
Sandra Oh e Jodie Comer sono il motivo principale per cui Killing Eve resta memorabile. Insieme creano un dinamismo che sfugge a ogni definizione: non è rivalità, non è amicizia, non è tensione romantica nel senso più semplice del termine. È un legame che cambia forma di continuo e che rende ogni scena inaspettata.
Mostra che un thriller può funzionare anche senza dipendere dai colpi di scena. Qui conta l’energia tra le protagoniste, la scrittura che non si appiattisce su formule ripetute e una messa in scena che rinuncia ai codici più prevedibili del genere per far emergere caratteri, comportamenti e ossessioni.
Killing Eve rimane una delle opere più riconoscibili degli ultimi anni: un thriller che trova nelle sue protagoniste un equilibrio ancora difficile da replicare.
di SerialFu
Tempo di lettura: 3 minuti
