Pubblicato su “La Nuova Ferrara” 30 Aprile 2026

Le piattaforme macinano titoli a una velocità tale che ormai perdersi è facilissimo. Basta un attimo di distrazione e una bella miniserie come “Fleishman a pezzi” su Disney+ finisce sepolta sotto una valanga di uscite. Un cast di alto livello per un ritratto crudo della vita quotidiana nella società di oggi.

Toby Fleishman è un medico divorziato, padre di due figli adolescenti complicati, con un lavoro impegnativo e un matrimonio finito male alle spalle. Dopo la separazione si iscrive ad una app di incontri e si tuffa in un vortice di swipe e notti brave, riscoprendo il brivido di sentirsi nuovamente desiderato. Per un momento sembra l’alba di una seconda vita, una seconda possibilità.

Poi Rachel, la sua ex moglie, sparisce nel nulla senza spiegazioni.

Toby resta solo, ferito e tradito, a gestire i figli mentre prova a rimettere insieme i cocci. La serie parte dal suo smarrimento, ma quando entra in scena il punto di vista di Rachel, tutto cambia. Il divorzio non appare più come la storia di un uomo abbandonato, ma come il risultato di un matrimonio in cui due persone hanno vissuto insieme per anni senza riuscire davvero a capirsi.

Jesse Eisenberg incarna Toby alla perfezione: nevrotico, brillante, a volte insopportabile, convinto di avere tutto sotto controllo. Claire Danes trasforma Rachel in un uragano: all’inizio è solo un’assenza minacciosa, una “cattiva madre” agli occhi di Toby, poi diventa il cuore pulsante che stravolge la narrazione. Lizzy Caplan, narratrice onnisciente e amica cinica, aggiunge strati di ironia distaccata e amarezza tagliente, commentando con sarcasmo una vicenda che parla di matrimoni falliti, amicizie tossiche, successi professionali e autoassoluzioni.

La forza della miniserie sta nel modo in cui parla delle relazioni contemporanee senza falsi moralismi. App di dating, genitorialità condivisa, carriera ossessiva, status symbol e il bisogno di sentirsi ancora desiderabili dopo una separazione. Insomma, la solita allegra carneficina emotiva che gli esseri umani chiamano “vita di coppia”.

“Fleishman a pezzi” dipinge una società affamata di comprensione, ma allergica all’ascolto vero.

Recuperarla oggi significa trovare una serie adulta, amara, a tratti anche molto ironica, che non cerca il grande colpo di scena. Le basta un’arma ben più subdola: ribaltare il punto di vista. E ricordare che la verità di una relazione non sta mai da una parte sola.

di SerialFu