Pubblicato su “La Nuova Ferrara” 23 aprile 2026

Dopo una prima stagione da dieci episodi, entrata subito tra le serie più premiate degli ultimi anni con 3 Golden Globe conquistati nel 2024, “Beef – Lo scontro” torna su Netflix con una seconda stagione da otto episodi: storia nuova, nuovo cast e un nuovo terreno di scontro. Questa volta lo showrunner Lee Sung Jin ambienta tutto in un country club e costruisce il racconto intorno a due coppie separate da età, soldi e posizione sociale.

Questo confronto dà vita a una stagione che parla di matrimonio, desiderio di ascesa, frustrazione e soprattutto del bisogno quasi patologico di misurarsi con gli altri.

Protagonisti sono Josh e Lindsay, interpretati da Oscar Isaac e Carey Mulligan, una coppia adulta, apparentemente elegante, la cui relazione è messa a dura prova da rancori e frustrazioni. Ci sono poi Ashley e Austin, più giovani, meno disillusi e ancora convinti che basti l’occasione giusta per ottenere il successo desiderato. Come nella prima stagione tutto ha inizio da un episodio apparentemente irrilevante come una lite ripresa con il telefono. Da lì in poi “Beef”fa quello che sa fare meglio: prende un piccolo evento e lo trasforma in una catena di conseguenze sempre più ingestibili e disastrose.

In questa stagione Lee Sung Jin allarga il campo e costruisce una storia più corale, dove il punto non è solo il conflitto tra individui. “Beef 2”racconta con lucidità una società ossessionata dal giudizio degli altri, dove il successo diventa una misura morale e il senso di inferiorità può trasformarsi molto in fretta in rabbia, umiliazione e violenza.

Ed è in questo aspetto che la serie colpisce nel segno. Il matrimonio, il lavoro, il denaro, il prestigio sociale: tutto viene raccontato come parte di una competizione costante. Nessuno sembra davvero in pace con ciò che ha, perché c’è sempre qualcuno che possiede di più, appare meglio o conta di più. “Beef”riesce a narrare in modo accurato, attraverso la black comedy, la società contemporanea e il modo in cui tutti ormai cerchino riconoscimento, sicurezza e status, mettendo a repentaglio perfino le relazioni.

Questa seconda stagione forse cambia tono e struttura rispetto alla precedente, ma resta fedele alla sua idea più forte: raccontare una società dominata dal confronto, dall’invidia e dall’ossessione per lo status sociale. Non sorprende, infatti, che il regista Jack Schreier abbia indicato “L’età dell’innocenza” di Martin Scorsese come chiave di lettura per interpretarla.

di SerialFu